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Tutti a casa!

il blog di stefano May 16, 2023

Ma come è infido questo virus! Pur non essendosi mai palesato se non in qualche artistica ricostruzione televisiva da cartone animato e in fantasiose descrizioni di “virologi”, pur essendo stato burocraticamente sconfitto il 5 maggio scorso, continua a colpire. E lo fa in modo singolare.

Filippo Ganna è un ragazzone alto appena meno di due metri. Ciclista di professione, ha in bacheca qualche titolo mondiale e nessuno a cavallo di una bicicletta ha mai percorso più metri di lui in un’ora. Stava partecipando al Giro d’Italia e andava come un treno, ma... "Lievi sintomi simil-influenzali" dice il comunicato della squadra, ed ecco il tampone che tutto vede: positivo! Positivo al virus galeotto, naturalmente. L’indagine ha qualche valore diagnostico? Non secondo chi ha nozioni scientifiche e nemmeno secondo lo stesso inventore della metodica. Però... E allora, Filippo torna a casa. Stessa sorte ai colleghi Aleotti e Conci.

Il giorno dopo, sotto una pioggia battente, si corre una tappa a cronometro. Ganna, che di quel tipo di gara è specialista titolato, non c’è. Il favorito è Remco Evenepoel, campione mondiale di ciclismo su strada, e, da favorito, vince, indossando pure la maglia rosa, simbolo del primato della gara a tappe. Insomma, in una settimana è andato più forte di tutti. Ma... Forse a sua insaputa, visto che ha pedalato in un tempo da tregenda per 35 chilometri, con vento contrario, alle media oraria di 50,705 km/h, come da tampone, era malato pure lui.  A casa!

A questo punto, si corre ai ripari: “L'organizzazione del Giro d'Italia ha deciso di reintrodurre l'obbligo delle mascherine nelle aree in cui i corridori entrano a contatto con altre persone.” (https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2023/05/15/-covidal-giro-tornano-le-mascherine-a-contatto-con-corridori_0f8128c5-89b2-4116-820c-3d2f582d7b30.html)

È difficile commentare l’“obbligo”, trattandosi di un atto che la legge vieta espressamente: art. 85 TULPS: “È vietato comparire mascherato in luogo pubblico. Il contravventore è punito con Ia sanzione amministrativa da euro 10 a euro 103. È vietato l’uso della maschera nei teatri e negli altri luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l’osservanza delle condizioni che possono essere stabilite dall’autorità locale di pubblica sicurezza con apposito manifesto. Il contravventore e chi, invitato, non si toglie la maschera, è punito con la sanzione amministrativa da euro 10 a euro 103.” Insomma, se capisco ciò che mi pare un testo semplice, solo le autorità locali di pubblica sicurezza, attraverso un pubblico manifesto, possono consentire l’uso di una maschera. È ovvio che l’autorità locale non può uscire dai propri confini territoriali, che il periodo deve essere espressamente limitato, che deve esistere il manifesto pubblico in proposito, e che non può essere stabilito alcun obbligo, visto che si tratta palesemente di una possibilità offerta straordinariamente e null’altro. Da cittadino cui è fatto divieto d’ignorare la legge, mi domando se quell’obbligo non istighi a delinquere. Mi pongo la domanda semplicemente per avere risposta.

Dal punto di vista sanitario, da addetto ai lavori, mi si permetta di sorridere. Non mi stupirei se un’“autorità” sostenesse l’obbligo di tenere un ferro di cavallo appeso al collo perché, come insegna il professor Popeye, “il ferro fa bene.”

A margine e fuor di contesto, ma sempre in tema di ciclisti, non saprei dire come né perché si scopra d’improvviso che atleti controllati per anni in modo quasi maniacale sono cardiopatici:  https://www.eurosport.it/ciclismo/ciclismo-jan-polanc-si-ritira-per-problemi-cardiaci.-due-tappe-al-giro-ed-un-laigueglia-in-bacheca_sto9607460/story.shtml

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