20 Luglio 2021. NEWS Nuovo filmato della dottoressa De Mari

S'i fosse foco

il blog di stefano Apr 20, 2021

P.S. Scusate: per errore era stato segnalato un link diverso da quello cui io mi riferivo. Quello giusto lo trovate ora.

 

La vecchietta si alzò e andò a sedersi a fianco del giudice, giusto qualche palmo più in basso.

Molto in breve, il fatto in discussione, riportato in termini confusi dai giornali, era il seguente: un bambino era stato accoltellato e rapinato del borsellino che conteneva i suoi piccoli risparmi. A poche centinaia di metri di distanza l’accoltellatore era stato visto aprire il borsellino e dare una banconota alla vecchietta, per poi allontanarsi tranquillamente.

Giudice: “Signora, risponde a verità il fatto che lei abbia ricevuto una banconota dall’accoltellatore del bambino?”

Vecchietta: “Certo, signor giudice.”

Il coro del pubblico presente in aula fu di approvazione, e la vecchietta si stropicciò le mani rivolgendo uno sguardo soddisfatto a chi alzava le braccia in segno di giubilo e di sostegno come fanno i tifosi allo stadio.

Giudice: “Lei ha assistito all’accoltellamento?”

Vecchietta: “Sì, signor giudice, ma da lontano, perché il sangue mi ha sempre fatto tanta impressione.”

Giudice: “Ma lei si è resa conto del fatto che si stava uccidendo il bambino?”

Vecchietta: “Sì, ma era per il bene di tutti.”

Ancora un mormorio di approvazione dal pubblico e un cenno di ringraziamento intriso di modestia consapevole da parte della vecchietta che sapeva di aver fatto il proprio dovere.

Giudice: “Lei ha preso una banconota dall’assassino. Era d’accordo con lui?”

Vecchietta: “Siamo d’accordo fin da quando io ero una bambina. Sa, signor giudice: io ho sempre fatto del bene e...”

Giudice: “Del bene? Ci vuole illustrare il bene?”

Vecchietta: “Bisogna sapere, ma lei certo lo sa, che i bambini sono facili da uccidere. Non si difendono e, se sono scelti come si deve, hanno di regola qualche spicciolo in tasca. I genitori li viziano e...”

Giudice: “Ma questo che c’entra con il bene?”

Vecchietta: “Vede, signor giudice, quegli spiccioli servono. Giusto per riferirle un episodio, anni fa io ebbi un febbrone da cavallo: 38 e 2, se ricordo bene, in casa non avevo più Tachipirina e non sapevo davvero come fare. 38 e 2, signor giudice. La sofferenza! Allora, con i soldini di uno dei bambini, ho comprato un telefonino cellulare.”

Giudice: “E dunque?”

Vecchietta: “Con quello, l’avessi avuto allora, avrei potuto telefonare a mio nipote, mandarlo in farmacia per salvarmi con la Tachipirina. 38 e 2, signor giudice... Lei capirà.”

Giudice: “Continuo a non capire dove stia il bene comune.”

La vecchietta era quasi incredula. Come facesse il giudice a non capire le sfuggiva.

Vecchietta: “Con un altro borsellino che ormai non serviva più perché il suo proprietario era morto ho comprato il telefonino anche a mio nipote.”

Giudice: “Signora, io ho tanta pazienza, ma...”

Vecchietta: “Ora tutti e due abbiamo il telefonino e tanta gente senza Tachipirina può essere salvata dalle sofferenze di 38 di febbre. 38 e 2, poi... La sofferenza!”

Giudice: “Per questo uccidete i bambini?”

Vecchietta: “Mica io, signor giudice. A me il sangue fa tanta impressione. Io prendo solo qualche spicciolo.”

Per la cronaca, la giustizia fu molto lenta. L’assassino continuò imperterrito la sua opera e la vecchietta morì di morte naturale prima che una sentenza potesse essere emessa.

 

***

 

Ora, chi ha mezz’ora di tempo da dedicare a un poveretto vestito da prete che si sbrodola addosso ascolti

https://radiomaria.it/nota-della-congregazione-per-la-dottrina-della-fede-sulla-moralita-di-alcuni-vaccini-anti-covid-19/

Lasciando da parte menzogne grottesche come quella di “appena” due feti uccisi, smembrati e venduti a pezzi, e lasciando da parte enormità come quella relativa al fatto che, usando quei due cadaveri (“appena” due!), si salva il mondo non è chiaro da che cosa, il passaggio più devastante è quello su cui il povero personaggio che indossa una croce si esibisce è il seguente. (Prima di leggere, prendete un Alka Seltzer.)

La dottrina di Santa Romana Chiesa è: al fotofinish l’aborto è il secondo fra i peccati da record, battuto al pelo dall’apostasia. Dunque - potrebbe pensare qualcuno gravato dai fardelli della logica elementare e dell’onestà - chi commette quel peccato è un peccatore (Canone 1398). E, invece, no. I cadaveri fatti a pezzi DEVONO essere usati perché farlo è un dovere civico. Così si salva la propria vita e, con un tocco di eroismo, anche quella altrui. In base a che, non è dato sapere, ma logica e scienza s’inchinano davanti agl’ “insegnamenti” e agl’interessi di Santa Romana Chiesa. Ma come la mettiamo con la vecchia dottrina, quella polverosa del diritto canonico? Il colpo di genio è: in cuor suo, il cannibale che si nutre dei cadaveri ricavati a scopo di lucro deve condannare la pratica abortiva. In questo modo, Dio (lo scrivo con la maiuscola per indicarne l’antropomorfismo di comodo), trattato come un cretinetto, ci casca e assolve il presunto reo. Se Dio viene volgarmente bestemmiato (lo dico da non credente quale sono), che dire dei cristiani trattati come dei poveri imbecilli che si ritroveranno all’inferno domandandosi il perché? A me è impossibile non ritornare ai tempi del liceo quando leggevo i versi di Cecco: “s’i’ fosse papa, sare’ allor giocondo, /ché tutti cristïani imbrigherei.”

 

 

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