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Bravi!

il blog di stefano Mar 24, 2021

Come qualunque costituzione nazionale, anche la nostra inizia con l’articolo 1, quello in cui si mettono subito in chiaro le cose. Per noi è: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

Come oggi si possa definire democratica l’Italia è cosa che mi sfugge, e così mi sfugge come possiamo fondarci sul lavoro quando il lavoro viene vietato da chi dovrebbe garantirlo, peraltro in coppia con la democrazia.

Ma la dichiarazione più buffa è la seconda: quella secondo cui noi, il popolo, siamo sovrani e quella sovranità la esercitiamo secondo quanto la Costituzione prescrive. Fosse davvero così, il parlamento sarebbe vuoto.

Forte del privilegio di essere alla soglia dei 72 anni e, dunque, vicino alla dirittura finale della mia maratona, non mi va di far notare a italiani, italioti, covidioti e a tutta l’antropologia della Penisola che già appena all’articolo 1 abbiamo deragliato. Non mi va perché tra non molto me ne andrò, ringraziando la sorte “per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare” (e io certo non scappo) e saranno affari che non mi riguarderanno più.

Intanto, però, confesso (articolo 21 della Costituzione) che sono costretto a provare ribrezzo per le “forze dell’ordine” (virgolette) che inseguono in un bel drappello un vecchio, mio coetaneo, in una Piazza Grande di Modena di fatto deserta. Il delinquente non indossava l’anello al naso (pardon: la mascherina) e per questo andava punito severamente. A nulla gli è valso tentare di rifugiarsi nel Duomo cittadino, là dove un tempo gli arresti erano proibiti. Oggi le cose sono cambiate e, grazie all’eroismo di chi veglia su di noi, mascalzoni come il vecchio non hanno più scampo.

Così è stato per la mamma dell’amico Zainz, pescata dai militi mentre tentava di passeggiare in solitudine sulle montagne piemontesi e severamente sanzionata.

E così per un barbone a Padova.

E così per la signora che, diabolicamente, era uscita a prendere la pizza che le veniva recapitata chiusa nella scatola. Subito è stata inseguita dai militi che, ligi al dovere, hanno minacciato di sfondare la porta di casa perché dovevano “identificarla”.

Bravi! Bravi comunque intendiate questa parola.

Se a me fate schifo, sappiate che mi fate pure tanta pena, pensando che Giuseppe Giusti (non pretendo che sappiate chi era) vi avrebbe inseriti tra gli “strumenti ciechi d’occhiuta rapina, che lor non tocca e che forse non sanno”.

Ma con voi mi fanno pena coloro che si affollano davanti alle farmacie e, forse ancor di più, coloro che sperano sia rimasta una goccia del cosiddetto vaccino per farsela inoculare.

Lo so bene: in questa società che ci sta soffocando e che ci toglie tutto, dignità compresa, chi pretende di vivere secondo le garanzie della Costituzione rischia forte. E io rischio.

Voi, però, guardatevi allo specchio. Scoprirete che siete uomini solo dal punto di vista zoologico.

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