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Almeno, se non abbiamo altro coraggio, vergognamoci!

il blog di stefano May 10, 2024

Cerchiamo di capirci subito: ciò che sto per discutere non ha nulla a che fare con la liceità dell’aborto, e chi desidera intervenire su quell’argomento specifico è fuori tema. Se vogliamo, di questo potremo certamente trattare, ma non in questa occasione.

Ieri si è inscenata l’ennesima farsa di un repertorio che è ormai diventato di prassi. Mi riferisco ai cosiddetti Stati Generali della Natalità, di fatto un trionfo di un’ipocrisia ad un livello tale da diventare un insulto sanguinoso verso il popolo. Sì: sempre se il concetto di popolo esistesse ancora e non fosse stato sostituito da quello di mandria di bestiame da reddito privato della libertà e della facoltà di pensiero.

Come avrete sentito, una tale Roccella, ministra della famiglia, è stata contestata da un gruppo di studenti e, sostenendo di essere stata “censurata,” se l’è svignata.

A me non è chiaro che cosa il regime intenda per censura. Per il poco che ho visto documentato, la tale Roccella ha preso la parola e, se avesse voluto, avrebbe potuto continuare l’esibizione. Nessuno l’ha fermata. Nessuno le ha messo il bavaglio. Nessuno, l’ha allontanata. Ma forse non sono informato del tutto, e la poveretta ha subìto chissà quali violenze. Il fatto è che il dibattito, di cui la contestazione è parte integrante, è il fondamento della democrazia (oltre che della scienza), e chi non è all’altezza di sostenerlo deve necessariamente cambiare mestiere, se il mestiere comprende la discussione.

Per quanto mi riguarda, da anni io sono oggetto di censure quotidiane, e, al proposito, potrei compilare un elenco più corposo di quello degli amori di Don Giovanni di mozartiana memoria, comprendendo anche violenze vere e proprie che oltrepassano il confine dei bavagli sulla bocca. Per restare ad avvenimenti recenti, giusto un mese fa l’onorevole Maria Stella Gelmini pretese ed ottenne di escludere mia moglie e me da un incontro sull’intelligenza artificiale applicata allo sport, incontro per il quale avevamo ricevuto invito formale. Giusto qualche giorno fa ci è stato impedito dalla forza pubblica l’ingresso ad uno spettacolino a scopo di lucro dell’ex ministro Speranza. E che dire dell’ineffabile Antonio Tajani il quale ora afferma che “Contestare è un atto d’inciviltà” (https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2024/05/09/studenti-contestano-la-ministra-roccella-io-censurata.-e-va-via_030665cf-f86b-4ec8-8e57-7452afd1086c.html) quando, inchinandosi all’altrettanto ineffabile Beatrice Lorenzin, impedì al Premio Nobel Luc Montagnier e a me di tenere una conferenza al Parlamento Europeo di Bruxelles, conferenza già in programma?

Ciò che ha detto Mattarella, presidente della Repubblica per la seconda volta, è poi, sconcertante. Stando alle sue parole, “mettere a tacere chi la pensa diversamente contrasta con la Costituzione”, (https://www.ilgiornale.it/news/interni/roccella-contestata-meloni-ignobile-tutti-esprimano-2319774.html). E, allora, caro signor presidente di tutti noi, come la mettiamo con le censure a raffica che lo stato (non il governo solo: lo stato) mette in atto con il Suo augusto benestare? Si rende conto di che cosa ha detto? Ha letto e, magari, ha pure capito il testo di quel povero libricino chiamato Costituzione?

A conferma dell’impossibilità di non essere qualunquisti, tutta la politica italiota, come un sol uomo, si è stracciata le vesti per contestare (sì, contestare) un’azione che è il sale della democrazia. Piaccia o no. Questo del tutto indipendentemente dalle opinioni sostenute, perché così funziona la democrazia e non la sua presa in giro.

E, allora, visto che la ministra Roccella pretende di mettere dei preti nei consultori per convincere le candidate all’aborto a desistere, perché non si può avere chi, all’interno dei cosiddetti centri vaccinali, non solo illustri contenuto (quando non si infranga il “segreto militare”!), effetti reali ed effetti collaterali dei vaccini e cosiddetti tali, ma mostri le prove documentali dell’uso, ammesso candidamente dai produttori, dei feti abortiti a pagamento per fabbricare quei prodotti? Cari preti che dovreste entrare nei consultori, che ne dite della proposta prima di presentarvi al Giudizio Universale? Insomma, per voi aborto no, a meno che non serva ai vostri fini.

So bene, cari “politici” e cari “preti” (virgolette dovute), che non risponderete mai. Non lo farete perché, se doveste rispondere in modo sincero, un po’ del bestiame da reddito si sveglierebbe e voi vi trovereste accompagnati tutti alla porta senza più possibilità di rientro.

Finisco chiarendo ancora una volta che non è l’aborto in quanto tale ad essere qui in discussione.

Se a qualcuno interessa, la mia posizione personale è complessa. Per quanto mi riguarda, ritengo che l’aborto volontario equivalga ad un omicidio, ma, come per quasi tutti gli omicidi, ogni caso fa storia a sé. E qui si può aprire un dibattito infinito dove ognuno cita casi reali, magari vissuti di persona, e casi di pura, ipotetica fantasia.

Per il resto, a fronte dell’esibizione della “politica”, la vergogna di essere italiano aumenta.

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