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Tutti in coro!

il blog di stefano Jul 23, 2021

Ho spesso affermato di non guardare la TV, a meno che non sia spenta. Mentivo.

Ieri sera sono stato quasi costretto, a mo’ di Arancia Meccanica, ad assistere ad un programma di RAI2 chiamato, se la memoria non mi tradisce, Tg2 Post o qualcosa che gli somiglia.

Fortunatamente per me, i partecipanti in studio mi erano e mi restano sconosciuti e ne ho freudianamente cancellato il nome dalla memoria. Resta, come avrebbe forse detto Manzoni, il sugo della storia, dove la storia s’incentrava sul cosiddetto green pass. In breve, come pare sia la prassi dell’“informazione” pagata dai contribuenti, non c’era contraddittorio, e le figurine farneticanti nella scatola magica si davano ragione l’una l’altra come è d’uso tra gli avvinazzati di qualunque mescita pubblica. L’epifania era quella del personaggio Draghi Mario, un esemplare di Homo sapiens che, forte di zero voti popolari ma ai sensi dell’articolo 92 dell’ormai defunta Costituzione, occupa la quarta carica di quell’Hellzapoppin’ che è l’Italia. Il Banchiere, ché tale è e rimane nel nobile DNA, ci ha illustrato il razionale su cui si regge il documento di cui si stava trattando: non è obbligatorio esserne in possesso, ma, se volete uscire di casa, non importa a quale scopo, ce lo dovete avere. Inoltre, sempre riportando il Draghi-pensiero, si deve essere consci del fatto che chi non si vaccina muore. Ovviamente, chi si vaccina ottiene l’immortalità. In questo o nell’altro mondo?

Senza variazioni sul tema questo era il ritornello gracchiato in coro dai bipedi implumi della tibbù.

Per me si trattava di una vita di studio e di ricerca annichilita da un sorriso, con l’aggravante di vedere vilipesa la propria dignità di uomo insieme a ciò che rimane della fiducia sulla “giustizia”.

Al di là di una cospicua collezione di domande da porre pubblicamente al personaggio e, magari, ai chierichetti presenti in studio, era impossibile non rilevare come non ci si ponessero le questioni principali: perché iniettarsi quei prodotti? La loro efficacia è provata? E quanto provata è l’assenza di effetti indebiti?

Se qualcuno avesse tentato di rispondere, avrebbe avuto più di un imbarazzo, non foss’altro che perché non esiste la minima prova che quei farmaci al massimo appena sperimentali funzionino, mentre esistono prove schiaccianti, addirittura ufficiali, che riportano di una loro pesante tossicità. Quindi, per legge oltre che per ovvi motivi razionali, fatta salva la libertà inalienabile di ciascuno, non andrebbero usati. Invece no: Draghi e gli altri officianti ci dicono molto semplicemente, trattandoci da quei cretini che probabilmente siamo o siamo diventati, che le punturine (più di una e a ripetizione) vanno fatte se vogliamo fare una vita meno anormale.

Una menzione particolare merita un tale Costanzo Jannotti Pecci, rappresentante di Confindustria, il cui nome non me l’ha cancellato neppure Freud.

Senza volere infierire, costui ha dato prova di un’incompetenza che, stante la posizione che occupa e la possibilità che gli viene ossequiosamente concessa di esternarla, è preoccupante. Riassumendo, il funzionario si è esibito nel numero non proprio originale della “poliomelite”. Sì: anche per lui si tratta evidentemente di un’infiammazione che riguarda parecchie mele. Ma, a parte le implicazioni botaniche, la tesi è che un tempo, mele o non mele, in tanti (?) si ammalavano e poi, grazie ad un miracoloso vaccino, la malattia è scomparsa. Poco importa se siamo di fronte al falso riportato, probabilmente in buona fede, da un perfetto ignorante (la perfezione esiste). Se il personaggio fosse in grado di capire i grafici relativi all’incidenza della malattia, se conoscesse la legge e le sentenze di tribunale al seguito, se fosse sufficientemente alfabetizzato per comprendere addirittura i dati riportati a più riprese dal Ministero della salute italiano, e se sapesse che cos’è il virus SV40, forse avrebbe evitato l’argomento. Ma, come si suol dire, toccato il fondo, a volte si comincia a scavare. E Jannotti Pecci ha scavato: poiché il vaccino ha debellato la “poliomelite”, è chiaro che il vaccino debellerà il Covid.

Non so se valga la pena perdere tempo, ma un accenno va fatto. Ammettendo anche la veridicità di una tale stravaganza, prendiamo ipoteticamente per buono il fatto che un vaccino specifico abbia davvero debellato una malattia specifica. Ma che c’entra questo con un farmaco totalmente diverso volto ad una patologia diversissima? Certo, mica possiamo domandarlo a Jannotti Pecci che il suo numero l’aveva già fatto.

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